Spacca il naso alla moglie durante una lite. Arrestato un marocchino di 46 anni.

Spacca il naso alla moglie: arrestato

Nella notte dell’8 agosto 2018, una pattuglia del “117” della Compagnia della Guardia di Finanza di Luino in servizio di controllo economico del territorio e vigilanza doganale, ha arrestato un marocchino – nato nel 1972 e regolarmente in Italia – che stava aggredendo la moglie.

Le urla dall’appartamento

I finanzieri, richiamati dalle urla che provenivano da un appartamento di un edificio vicino alla caserma, sono entrati nella camera da letto dove hanno sorpreso la coppia in una violenta colluttazione nella quale la donna è risultata in evidente sofferenza. Nonostante l’opposizione del marito che continuava ad aggredire la signora, gli operanti hanno diviso le due persone e bloccato il marito, in stato di alterazione violenta, per renderlo inoffensivo.

Allertati i soccorsi

Successivamente sono stati prestati i primi soccorsi alla signora, che presentava escoriazioni ed ecchimosi sul viso e sul corpo con tracce di sangue in viso e sui vestiti. Ulteriori tracce ematiche sono state rinvenute in altri locali dell’appartamento. Allertato e giunto sul posto il servizio di pronto intervento “118”, la malcapitata è stata trasportata presso l’ospedale di Luino per gli ulteriori accertamenti del caso dai quali veniva diagnosticata, tra l’altro, la frattura scomposta delle ossa nasali connessa a diversi traumi.

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I precedenti penali

In capo al soggetto sottoposto a restrizione della libertà personale, disposta dall’Autorità Giudiziaria, sono emersi vari precedenti penali allineati al comportamento aggressivo. I capi di imputazione del soggetto, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Varese, vanno dalle “Lesioni” alla “Resistenza a Pubblico Ufficiale”.

L’operazione di servizio dei Finanzieri di Luino si inquadra nella quotidiana attività di controllo del territorio che la Guardia di Finanza pone in essere costantemente, oltre che per i fini istituzionali di polizia economico-finanziaria, per salvaguardare la sicurezza pubblica e la regolare convivenza civile.

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