Schiarita sul fronte del trasporto scolastico: il Governo, con una norma contenuta nel DL sull’istruzione, mette un punto fermo dopo l’incertezza suscitata da una sentenza della Corte dei conti che, a inizio agosto, aveva giudicato lo scuolabus un “servizio a domanda individuale”, non di interesse collettivo e, come tale, non finanziabile dalle casse pubbliche.
Ieri l’atto dell’Esecutivo ha di fatto consentito “ai Comuni, nell’ambito della propria autonomia e nel rispetto degli equilibri di bilancio, di assicurare alle famiglie un servizio fondamentale potendo integrare le spese per lo scuolabus gratuito alle famiglie”, come ha evidenziato Cristina Giachi, presidente della commissione Istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica dell’Anci.
Il provvedimento, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale dal 28 agosto, consentirà di far partire il nuovo anno scolastico con tranquillità da parte dei Comuni che, seppur con provvedimenti differenti da territorio a territorio, hanno sempre regolamentato servizi e costi relativi agli scuolabus. La questione è inoltre di fondamentale importanza per “i piccoli enti che – come sottolinea Giachi – vedevano nella delibera della Corte un ulteriore rischio di spopolamento per i territori”.

Esprime soddisfazione anche il Presidente del Dipartimento Istruzione di Anci Lombardia Pier Franco Maffè, poiché “l’interpretazione dei Giudici della Corte dei Conti avrebbe comportato importanti ricadute economico-organizzative sia sulle famiglie che sui Comuni, che hanno sempre effettuato tale servizio sostenendone la spesa anche con risorse proprie, spesso considerevoli”.

In attesa della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta, ecco il passaggio che ha dipanato la spinosa matassa: “fermo restando l’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 63 la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l’accesso ai servizi di trasporto degli alunni può essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti dall’ente locale per l’erogazione del servizio, o anche nulla, purché sia rispettato l’equilibrio di bilancio”. (LS)