Coldiretti Varese addio a De Bernardi. Diresse l’organizzazione agricola prealpina dal secondo dopoguerra fino agli Anni Ottanta: con lui, gli agricoltori varesini conquistarono le Casse Mutue, l’assistenza e il diritto alla pensione. Credette sempre nell’agricoltura e, anche negli anni del boom industriale, difese il futuro delle imprese rurali

Coldiretti Varese addio a De Bernardi

In Coldiretti Varese lo ricordano ancora come un maestro. Lo fu davvero, in un’epoca in cui tutto era da costruire, e parecchio addirittura da immaginare. Era l’immediato dopoguerra, con un’agricoltura che doveva far risorgere l’Italia e rinasceva essa stessa da una piccola proprietà agricola e che si ritrovava nella nascente creatura di Paolo Bonomi, la “Coltivatori Diretti”.

Fu Romeo De Bernardi, scomparso martedì 7 agosto a 95 anni, a creare Coldiretti Varese e ad esserne il primo direttore, incarico che manterrà poi per un trentennio e oltre, fino all’inizio degli Anni Ottanta: sempre in via Piave, non al numero 9, il recapito odierno, ma a poche decine di metri di distanza.

Instancabile ed entusiasta

Un’avventura, quella in Coldiretti, iniziata per De Bernardi poco più che ventenne: “Si trattava di “costruire”, come si è detto. Di aggregare quei coltivatori diretti che, in un’Italia da poco liberata, rivendicavano diritti e dignità, trovando per la prima volta una propria forza di rappresentanza proprio sotto l’egida della nostra organizzazione” commenta il presidente provinciale Fernando Fiori. “Il direttore De Bernardi, instancabile ed entusiasta, ripercorse in quegli anni il territorio in ogni direzione e, con la sua grande professionalità e umanità, pose le basi per un successo di rappresentanza che ancor oggi vede Coldiretti rappresentare la voce principale dell’agricoltura prealpina. Anche i meno anziani lo ricordano al fianco delle imprese, ad esempio nelle trattative per il prezzo del latte: nessuno può dire di essere stato mai lasciato solo”.

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Le numerose battaglie

Originario di Besozzo, classe 1923, De Bernardi fu anche protagonista e “interprete sul territorio” di tutte le altre battaglie condotte da Coldiretti a livello nazionale: i risultati furono importantissimi anche per gli agricoltori della provincia di Varese e portarono, ad esempio, all’istituzione delle Casse Mutue che diede ai contadini i benefici assistenziali e sanitari dei lavoratori urbani. Si attivò in prima persona nella nostra provincia anche per la garanzia delle pensioni di anzianità per i coltivatori diretti, altra grande e storia conquista dell’organizzazione di Bonomi.

Il boom economico

De Bernardi tiene il timone di Coldiretti Varese negli anni cruciali del boom economico, in cui le campagne di tutta Italia si svuotano: anche a Varese il “richiamo” del vicino polo industriale di Milano, o quello delle ancor più vicine fabbriche oltre il confine ticinese è forte.

Ma grazie al suo impegno, sono migliaia le imprese agricole che resistono e pongono, invece, le basi per una crescita che continua tuttora: lo storico direttore crede convintamente nella modernizzazione dell’agricoltura, nella meccanizzazione e nell’innovazione tecnologica in anni cruciali per lo sviluppo.

Sul territorio, intuisce ante-litteram l’importanza e la possibilità di diventare i protagonisti di una ruralizzazione avanzata e sempre più tecnica: valori che ha tradotto nello strutturare Coldiretti Varese con tutti i servizi necessari alle imprese, e ponendo già le basi per il loro continuo sviluppo e aggiornamento.

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