L’Amministrazione Comunale di Cerro Maggiore ha organizzato due eventi per la “Giornata del Ricordo”: venerdì 8 febbraio alle 11, in Auditorium ci sarà la lettura “Il ricordo spezzato” e alle 21 in Aula Consiliare “Bora, ovvero il vento dell’esilio”.

Giornata del ricordo: anche Cerro Maggiore ricorda i Martiri delle Foibe

Fratelli d’Italia – Cerro Maggiore ricorda i Martiri delle Foibe:

“Per il 10 febbraio è stato istituito dal Parlamento Italiano il Giorno del Ricordo, in memoria della enorme tragedia che, tra gli anni sella Guerra Civile e l’immediata dopoguerra, ha colpito i giuliani, gli istriani e i dalmati, divenuti Martiri nelle foibe ed esuli dalle loro terre.

Questo dramma della Nazione deve essere commemorato da tutti perché, come non esistono graduatorie tra genocidi e massacri di massa (checché ne dica l’ANPI), non devono esistere morti di serie A e morti di serie B.

Da patrioti, non possiamo permettere che il Ricordo venga in qualche modo osteggiato né che addirittura venga negata la tragedia, sia per rispetto delle vittime sia per dovere di fronte alle nuove generazioni che hanno diritto di conoscere la storia, per non dimenticare e per non commettere gli stessi errori del passato.

Chi nega, sminuisce o chi giustifica la pulizia etnica che gli Italiani della Venezia–Giulia, dell’Istria e della Dalmazia hanno subito negli ultimi mesi del Secondo Conflitto Mondiale e nel dopoguerra non ha rispetto per la propria Patria né per se stesso in quanto italiano e, soprattutto, non può essere accreditato quale relatore attendibile.

Fortunatamente, nonostante per decenni molti abbiano negato e taciuto la verità per vergogna, paura o chissà cosa altro, molti, invece, hanno avuto il coraggio di ricordare, di scrivere e raccontare: pensiamo ad Antonello Belluco con ‘Rosso Istria’ e a Simone Cristicchi con ‘Magazzino 18’, celebri esempi di chi, da italiano, ha voluto rendere onore ai Martiri delle Foibe.

La memoria condivisa delle tragedie dovrebbe essere il segno tangibile della civiltà di una Nazione, che non può vivere di rancori alzando bandiere ideologiche. Se è però vero che il Ricordo non può essere appannaggio della destra o della sinistra, è altrettanto certo che la destra politica si è battuta fortemente affinché il “Giorno del Ricordo” fosse commemorato e rimanesse impresso nella memoria. È poi doveroso ricordare che il “Giorno del Ricordo” non è stato istituito per ricordare genericamente “le vittime dei nazionalismi” (come qualcuno vorrebbe far credere), ma per onorare la memoria delle centinaia di migliaia di italiani trucidati da partigiani comunisti di Tito e la sofferenza degli oltre trecentomila italiani che sono stati costretti a lasciare le proprie case e le proprie terre, ritrovando in Patria l’indifferenza o addirittura l’ostilità di coloro che si fregiavano di essere amici o alleati del mortifero regime comunista jugoslavo.

Noi tutti, oggi e in futuro, per le generazioni che verranno, abbiamo il sacro dovere di custodire e ricordare questi drammatici fatti, che devono essere raccontati e commemorati: il silenzio è colpevole quanto la negazione.

Alla storia italiana non deve essere più concesso di trascurare una parte della memoria.”