Legnano night run fa rima da sempre con solidarietà.

Legnano night run, divertimento e beneficenza

Il cuore grande dei legnanesi ha fatto centro un’altra volta. Grazie alla generosità degli sponsor, dei sostenitori e del 3.850 partecipanti della Night run dello scorso 13 settembre, gli organizzatori hanno donato 15mila euro all’Associazione italiana per la sindrome di Phelan McDermid (Aisphem), con lo scopo di sostenere la ricerca contro la rara malattia genetica della quale in Italia si contano appena un centinaio di casi, tra cui quello del legnanese Daniele Polignone.
«Io corro per Daniele» è stata infatti la parola d’ordine della Legnano night run 2019, che ha campeggiato su tutte le magliette e i braccialetti della manifestazione promossa dal Cai con la collaborazione del Comune. Un motto che ha fruttato offerte per 15mila euro, le quali come annunciato alla vigilia della kermesse, sono state interamente devolute ad Aisphem.

La consegna dell’assegno solidale

La consegna dell’assegno solidale è avvenuta martedì mattina 26 novembre a Palazzo Malinverni. Nell’occasione il presidente del Cai Maurizio Pinciroli, ideatore e organizzatore della corsa podistica più partecipata della città del Carroccio (della quale è andata in scena l’edizione numero 15), ha annunciato l’intenzione di continuare a sostenere la ricerca sulla sindrome di Phelan McDermid per altri due anni e ha sottolineato come «in un momento in cui la politica è sconfitta», la solidarietà a Legnano sia ancora «viva e forte».
A ritirare la donazione è stata la vicepresidente di Aisphem Michaela Colombara, affiancata dal segretario dell’associazione Claudio Losi e dai genitori di Daniele Mara Tammaro e Fabio Polignone. Presenti anche il dirigente del settore Servizi alla persona del Comune di Legnano Elena Bottini, Chiara Verpelli, responsabile del laboratorio di neuroscienze del Cnr sezione di Milano, Andrea Pigni, Andrea Paternostro e Paolo Tozzo in rappresentanza del Rotary club Parchi Alto Milanese, e il presidente della Famiglia legnanese Gianfranco Bononi. Nello specifico, la somma raccolta andrà ad arricchire il budget 2020 dell’Istituto di neuroscienze del Cnr, consentendo di pagare parte del lavoro annuale della dottoranda impegnata nei progetti di ricerca sulla sindrome di Phelan-McDermid con la dottoressa Verpelli.

Leggi anche:  Indagine Piazza pulita, archiviazione per Roveda

Che cos’è la sindrome di Phelan-McDermid

Causata dalla perdita della regione terminale del cromosoma 22, la malattia provoca arresto dello sviluppo motorio e intellettivo e conseguente ritardo mentale. Attualmente non esiste una cura risolutiva, ma si interviene con tecniche di riabilitazione psicomotoria.

I passi avanti della ricerca

Grazie all’impegno e alle raccolte fondi degli ultimi anni organizzate da Aisphem, la famiglia di Daniele partecipa al progetto sperimentale che è stato avviato a marzo 2019 tramite il Policlinico Universitario di Messina, centro di riferimento nazionale per i pazienti affetti da Pms, nel quale il professor Antonio Persico e la sua équipe stanno ottenendo risultati incoraggianti nel contrasto ad alcuni sintomi della malattia.
«Stiamo studiando il meccanismo di questa sindrome e abbiamo individuato un bersaglio – ha spiegato Verpelli -. La speranza è di poter avviare presto la sperimentazione su pazienti».

 

TORNA ALLA HOME PAGE E LEGGI TUTTE LE NOTIZIE