Liliana Segre sotto scorta, la sezione del Partito Democratico e l’Anpi di Parabiago esprimono la loro vicinanza alla senatrice a vita.

Liliana Segre: le minacce e la scorta

La senatrice a vita, tra i pochi sopravvissuti del Campo di concentramento di Auschwitz, da oggi è sotto scorta per gli insulti e le minacce che riceve quotidianamente da alcuni mesi. Il Pd di Parabiago, tramite la segretaria di circolo Laura Schirru, prende parola sui recenti eventi. Così come la sezione Anpi, presieduta da Giorgio Nebuloni.

“Notizia orribile, massima solidarietà”

“Il circolo Pd di Parabiago esprime la massima solidarietà alla senatrice Liliana Segre – dichiara Schirru – È una notizia orribile sapere che oggi una donna preziosa per l’umanità come lei sia costretta a vivere sotto scorta. Abbiamo appreso con gioia l’iniziativa di pochi giorni fa presa dal Comune di Varese di conferirle la cittadinanza onoraria, una testimonianza di importante vicinanza considerando che il nostro territorio era stato ferocemente toccato dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Quello che sta succedendo, i toni che si stanno usando, l’escalation di razzismo a cui stiamo assistendo – conclude la segretaria Pd – sono cose veramente brutte”.

Il messaggio della sezione Anpi di Parabiago

Scrivono dalla sezione Anpi di Parabiago: “L’Anpi di Parabiago di fronte alle minacce e ai continui insulti a Liliana Segre, minacce che hanno indotto le autorità preposte a mettere sotto scorta la Senatrice, si chiede dove stia andando questo Paese, il nostro Paese. Quando una donna di 89 anni, internata nel campo di sterminio di Auschwitz a nemmeno 14 anni solo per la sua religione, deve essere protetta per la sua sicurezza, crediamo ci si debba tutti domandare dove stia andando il nostro Paese. Le stesse malefiche ideologie che hanno sterminato un intero popolo, gli Ebrei, riaffiorano quotidianamente. Ogni giorno assistiamo ad episodi di bieco razzismo senza che i responsabili vengano puniti così come prevedono la nostra Costituzione e le nostre leggi”.

“Anpi denuncia queste violenze”

Continuano poi dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: “Anpi denuncia questi reati e queste violenze e pretende dalle autorità preposte che i reati di ‘apologia di fascismo’ (Legge 645/52 e s.m.i.) e ‘discriminazione razziale’ (Leggi Reale e Mancino e successive modifiche e integrazioni) vengano perseguiti cosi come previsto dalle summenzionate leggi. L’Europa e l’Italia hanno pagato con milioni di vite umane queste ideologie bestiali e chi oggi insulta e minaccia altre persone per la loro razza, la loro religione, il loro colore della pelle deve essere fermato e punito. Tollerare ancora questi comportamenti, banalizzarli come fanno alcuni leader politici o, peggio, mostrarsi indifferenti potrebbe costare a tutti noi un prezzo che crediamo nessuno voglia pagare. ‘L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria’ (A. Gramsci), rimanere indifferenti davanti a queste azioni e prima di tutto mancare di rispetto verso se stessi e non preoccuparsi del destino dei nostri figli”.

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