Milleproroghe e stop al Piano Periferie: non si blocchi un progetto da 18 milioni di euro che significa più sicurezza, decoro e sviluppo della nostra città.

Milleproroghe e stop al Piano Periferie

Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, scrive al Sottosegretario varesino Giancarlo Giorgetti. Ecco il testo della lettera:

Caro Giancarlo, faccio seguito alle notizie apparse sulla stampa ed alla lettura del testo dell’emendamento contenuto nel “milleproroghe” che, secondo una prima possibile interpretazione, in caso di approvazione definitiva, sembra possa differire al 2020 la disponibilità economica dei finanziamenti garantiti dalla convenzione stipulata lo scorso dicembre con codesta spettabile Presidenza del Consiglio, per osservare quanto segue.

Come noto, in ragione dell’affidamento ingenerato dalla stipula della predetta convenzione e dalla registrazione della stessa da parte della Corte dei Conti, la scrivente amministrazione, al fine di ottemperare alle scadenze estremamente tassative e ridotte ivi previste, ha affidato incarichi di progettazione, impiegato diverse risorse per rispettare le scadenze, approvato tutti i livelli di progettazione compreso quella esecutiva sino alla pubblicazione del bando di gara dei lavori.

Come ben sa, essendo varesino, le risorse del bando periferie messe a disposizione dal Governo a favore della Città di Varese verranno impiegate per la riqualificazione del comparto delle stazioni, un intervento atteso da diversi decenni su cui le diverse forze politiche (compresa la Lega), anche recentemente, sono intervenute chiedendo, giustamente, interventi nei termini rappresentati nel progetto proposto dal Comune di Varese.

Si tratta non solo della riqualificazione urbanistica dell’area da tempo fatiscente, ma anche del potenziamento dei servizi a favore di anziani nonchè dell’incremento dei sistemi di sicurezza per le migliaia di cittadini che transitano nella zona.

In passato, in ragione della strategicità del comparto, la stessa Regione Lombardia aveva sottoscritto con gli enti interessate tra cui il Comune di Varese un Accordo di programma per rigenerare l’area. Tale strumento, a seguito della stipula della convenzione con il Governo e la certezza dei finanziamenti statali e la conseguente celere attuazione garantita dalla convenzione, ha indotto il collegio di vigilanza dello stesso AdP, su proposta della Regione, a dichiararne il superamento.

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Il finanziamento del bando periferie rappresenta, nella storia del Comune, il più significativo trasferimento diretto di risorse dallo Stato a favore del Comune di Varese per un intervento che ricade nei confini cittadini ma che in verità ha una valenza ben più ampia e sarebbe davvero singolare che il rinvio o peggio l’eliminazione dell’erogazione del finanziamento avvenga ad opera di una forza politica, la Lega, che ha sempre fatto del mantenimento delle risorse sul territorio un cavallo di battaglia.

Fermo quanto sopra, comprendo perfettamente le esigenze del Governo nel reperire risorse per far fronte all’accoglienza dei richiedenti asilo, problema ad oggi irrisolto, o per garantire le promesse elettorali di chi ha lungamente proposto interventi assistenzialistici quali il reddito di cittadinanza.

Comprendo tutte queste esigenze, ma penso che non si possano risolvere i predetti problemi con i soldi della città di Varese e che i varesini aspettano.
Sarebbe l’ennesima beffa dello Stato nei confronti di una città laboriosa e che non gradisce alcune scelte assistenziali che, come si vede dai primi passi del Governo, la stanno penalizzando fortemente.
Non vorrei che il governo della Lega a Roma passi alla storia per aver “portato via” 18 milioni al Comune di Varese ed aver impedito la realizzazione del progetto più importante della città.

Ciò anche perché tale intervento produrrà altre iniziative di riqualificazione e sarà un’opportunità economica per le aziende e per generare nuovi posti di lavoro.

L’eventuale rimessa in discussione della convenzione e dell’assegnazione delle risorse penso possa rappresentare un precedente pericoloso per il Paese e l’affidabilità dell’Italia. Mi chiedo infatti come le imprese e gli investitori possano essere garantiti da un Paese che a pochi mesi di distanza dalla firma di un atto impegnativo non rispetti più quanto pattuito.

Auspico che, come richiesto anche da Anci e da diversi altri Comuni, la proposta in questione in sede di approvazione finale del provvedimento legislativo venga stralciata mantenendo tutti gli affidamenti ingenerati e si possa lavorare insieme nell’interesse del territorio varesino.

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