Osservatorio sui frontalieri: approvato nella serata di giovedì 13 settembre dal Consiglio Provinciale di Varese. L’importante decisione segue quella analoga che in luglio era stata presa dall’assemblea elettiva della provincia di Como.

Osservatorio sui frontalieri

Approvato nella serata di giovedì 13 settembre dal Consiglio Provinciale di Varese l’atto costitutivo dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato. L’importante decisione segue quella analoga che in luglio era stata presa dall’assemblea elettiva della provincia di Como.

Il lavoro transfrontaliero

Si introduce così un importante strumento di consultazione tra i principali soggetti operanti sul tema del lavoro transfrontaliero. L’atto rivolge un invito alla Camera di commercio, alle organizzazioni sindacali sotto l’organismo del CSIR Ticino Lombardia e Piemonte (organismo transfrontaliero costituito tra le Organizzazioni Sindacali italiane di CGIL CISL UIL territoriali e quelle svizzere di UNIA e OCST da cui nasce la proposta stessa), gli Enti locali in relazione alla presenza nei territori di quota parte dei 65.000 lavoratori frontalieri lombardi e piemontesi che si recano ogni giorno in Ticino. Previsto anche un diritto di tribuna per le Istituzioni di Regione Lombardia e Canton Ticino, nonché garantita la partecipazione a quegli Enti pubblici o privati che operano a vario titolo nel sistema del lavoro transfrontaliero, su richiesta qualificata degli aderenti.

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Il presidente del CSIR

Soddisfazione è stata espressa dal CSIR per bocca del suo presidente Giuseppe Augurusa:

“La delibera del Consiglio Provinciale di Varese che raccoglie la proposta a cui abbiamo lavorato come CSIR, è una scelta significativa nei confronti delle decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente attraversano il confine nazionale per lavorare in Ticino. Non bastano le condizioni di vantaggio salariale indubbie rispetto alle retribuzioni italiane, per superare le tante contraddizioni aperte rispetto ai temi dell’ integrazione con le popolazioni autoctone, della viabilità e mobilità non sempre adeguate, dei troppi fenomeni di dumping salariale. L’osservatorio dovrà divenire un luogo di autentico confronto sulle tante questioni aperte tra soggetti direttamente coinvolti nel complesso fenomeno del lavoro transfrontaliero, ben oltre i temi dell’accordo fiscale “congelato” con la Svizzera e della destinazione dei ristorni ai Comuni di fascia che periodicamente infiammano il dibattito sul frontalierato”.

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