Telos in piazza domani pomeriggio a Saronno a sostegno delle due anarchiche incarcerate nell’ex 41bis de L’Aquila.

Telos in piazza per Silvia e Anna

Appuntamento domani, sabato, alle 15 in piazza Volontari del Sangue per il Telos e per tutti i “compagni” della provincia. Scopo del presidio, esprimere solidarietà e unirsi alla lotta di Silvia e Anna, due anarchiche in sciopero della fame dal 29 maggio all’interno del carcere de L’Aquila. Le due stanno scontando il regime di AS2, Alta Sorveglianza, un regime particolarmente duro e punitivo simile al 41 bis che “prevede svariate restrizioni – spiegano dai Telos –  come la censura della posta, l’isolamento, un numero molto limitato di colloqui con i parenti. Silvia e Anna, pur non dovendo scontare il 41bis, stanno subendo un trattamento analogo: censura e controllo della posta in entrata e uscita, possibilità di avere solo 4 libri e 7 capi di vestiario a testa, perquisizioni corporali continue e ore d’aria esigue, socialità quasi nulla, controllo di ogni oggetto che entri ed esca dalla cella. Come se non bastasse è loro negata la possibilità di presenziare ai processi, che possono seguire solo in videoconferenza, avendo dunque negate le relazioni dirette con gli avvocati, nonchè la possibilità di salutare le persone che stanno loro vicine. Una vera e propria tortura bianca pensata per annullare gli individui che lo subiscono e spaventare all’esterno chi prova a lottare contro lo Stato”.

Anna e Silvia

Ma chi sono Anna e Silvia e perchè si trovano in carcere in Abruzzo? “Silvia – continuano i Telos – è accusata di un’ azione diretta nei confronti di Poste Italiane, all’epoca responsabile delle deportazioni nei paesi d’origine delle persone migranti. Anna invece è inclusa in un operazione repressiva chiamata Scripta Manent che vede coinvolti una serie di anarchici e si basa su un fantomatico legame fra degli scritti che incitano alla ribellione contro lo Stato ed alcuni episodi di attacco a strutture dello Stato. Ancora una volta, e con mezzi sempre più subdoli, lo Stato imprigiona e tortura. Sfrutta ogni possibilità per cercare distruggere le persone, emotivamente e fisicamente, e tenerle isolate dentro le mura delle sue prigioni, mentre spaventa chi fuori continua a lottare, scegliendo pratiche che vanno oltre la pacifica, autorizzata e “socialmente accettabile” manifestazione del dissenso”.

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Giustizia e libertà

“Non ci interessa capire se Silvia ed Anna siano colpevoli o innocenti – concludono dal centro sociale –  Non siamo sbirri, nè inquisitori e siamo convinti che i concetti di giusto e sbagliato siano qualcosa di molto lontano dai concetti di legale e illegale. Pensiamo che lottare ponendo la propria ed altrui libertà al di sopra di ogni cosa sia giusto, e per questo siamo profondamente vicini alle nostre compagne, che anche ora da dentro quelle mura ce lo stanno dimostrando, riuscendo a trasmetterci forza, rischiando la loro stessa vita pur di non cedere di fronte a chi vuole ucciderci nel silenzio. Per supportare Silvia e Anna hanno intrapreso lo sciopero della fame anche Stecco, Ghespe, Leo, Alfredo e Marco, attualmente detenuti in altre carceri in giro per l’Italia”.

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