Arrestato il Direttore Generale di una società municipalizzata di Castellanza per i reati di peculato e truffa aggravata ai danni di ente pubblico.

Arrestato il Direttore Generale di una società municipalizzata di Castellanza

Questa mattina, mercoledì 6 novembre 2019,  i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese, hanno arrestato il Direttore Generale di una società municipalizzata del Comune di Castellanza. I militari dell’Arma hanno notificato all’indagato l’ordinanza applicativa della misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di peculato e truffa aggravata ai danni di ente pubblico.

L’operazione “Windows”

La misura cautelare scaturisce da un’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, nonché con la collaborazione della Compagnia della Guardia di Finanza di Saronno. L’indagine, denominata “Windows” ed originata dalla denuncia di una dipendente della municipalizzata, è durata circa tre mesi – da aprile a giugno dell’anno in corso – ed ha consentito di far luce sull’illecita gestione della società “C.S.P.”, attiva – come da statuto – “nell’esercizio dei servizi pubblici locali e/o d’interesse generale”, dai servizi farmaceutici a quelli cimiteriali, dalla gestione e manutenzione di centri sportivi, alla gestione del patrimonio immobiliare e delle mense scolastiche. In particolare si è riscontrato che il Direttore Generale della società, rivestendo la qualità di incaricato di pubblico servizio, aveva fatto realizzare lavori presso l’immobile di proprietà della figlia, con costi a carico della municipalizzata (per oltre 13 mila euro) ed infine aveva validato orari lavorativi non corrispondenti al vero di una delle sue dipendenti, la direttrice della farmacia comunale di Castellanza.

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Altre persone indagate

Nell’operazione risultano inoltre indagati per truffa aggravata in concorso la titolare della farmacia, una 42enne di Castellanza, accusata di aver indebitamente percepito una retribuzione per oltre 50 ore lavorative mai prestate (poiché assente all’estero o in altra provincia insieme al Direttore Generale) e per concorso in peculato un imprenditore 61enne, titolare di una ditta di infissi di Legnano, che emetteva alcune fatture apparentemente riguardanti i lavori di manutenzione relativi ad immobili di proprietà della C.S.P., ma in realtà relativi ai serramenti installati presso l’abitazione della figlia del Direttore Generale della municipalizzata.