Crisi in Giunta, dopo le accuse del consigliere regionale Marco Fumagalli, ora parla il sindaco Susanna Biondi.

Crisi in Giunta per il nuovo supermercato

Il sindaco di Busto Garolfo, Susanna Biondi, replica alle accuse lanciate dal consigliere regionale pentastellato, Marco Fumagalli. Era venerdì 25 gennaio quando il primo cittadino aveva revocato le deleghe al vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Ilaria Cova. Il casus belli è stato una delibera di Giunta del 22 gennaio in cui si discuteva uno dei passaggi per la futura creazione di un supermercato, la Coop, a Busto Garolfo.

Le accuse di Fumagalli

“Stiamo parlando del Comune di Busto Garolfo ove si dovrebbe costruire un nuovo supermercato. L’area è divenuta edificabile a seguito pare di un illecito abbattimento di alberi con relativa sentenza passata in giudicato. E già qui ci sarebbe da astenersi dal compiere ulteriori gesti in danno all’ambiente. Ma siccome il colore rosso rischia di essere in via di estinzione occorre piazzare quanti più supermercati possibile prima che il potere politico ceda il passo ad altri meno sensibili al fascino delle cooperative”.

“Si privilegia solo l’interesse delle strutture commerciali”

Continua poi Fumagalli: “E’ proprio il caso di dire che sul banco del supermercato sembrerebbe essere finita anche la testa della vice sindaca Ilaria Cova che con un coraggio e una sensibilità rara in questi anni di donne disposte a tutto per il potere è stata rimossa dal suo incarico. Del resto la convenzione non pare dare grandi vantaggi al Comune, mancando qualsiasi standard qualitativo e valutazione di impatti ambientali. Ma si sa che in questi casi si privilegia solo l’interesse delle strutture commerciali. I cittadini sono solo consumatori a cui ogni tanto viene data la possibilità di votare. E prima che votino con coscienza qualcuno interviene a cementificare il territorio. Il patron di Esselunga aveva scritto un libro sulla potenza politica ed economica delle cooperative: Falce e carrello. Sarà mia cura coinvolgere Regione Lombardia per capire se il libro del defunto Caprotti è ancora di attualità. Certi sistemi sono duri a morire in effetti”.

La repica del sindaco: lettera aperta a Fumagalli

Egregio Consigliere Fumagalli, nonostante Lei abbia già ampiamente parlato di me, io, non avendo mai avuto modo di incontrarLa, mi presento. Sono Susanna Biondi, Sindaca di Busto Garolfo e guido da quattro anni e mezzo il mio Comune ed il gruppo BGPA, una lista civica che si rifà ai valori di centro sinistra. Io e Lei siamo quindi due rappresentanti delle Istituzioni, anche se in modo molto diverso: se un Sindaco si trova a rapportarsi ogni giorno direttamente con i cittadini e i loro problemi, a fronte di una retribuzione simbolica, un Consigliere Regionale può agire in un contesto soltanto istituzionale, senza responsabilità amministrative dirette e con uno stipendio a cinque cifre.
La nostra comune appartenenza, pur con le dovute differenze, ritengo ci imponga l’obbligo di agire con trasparenza, correttezza e rispetto delle leggi. Sono rimasta quindi basita e sgomenta alla lettura delle Sue dichiarazioni rilasciate alla stampa. Mi domando se Lei sappia realmente di cosa sta parlando, se sia informato sui fatti o se invece si sia prodotto in una polemica sterile, offensiva e faziosa come tanto sembra andar di moda da un po’ di tempo a questa parte.
In particolare, vorrei tanto chiederLe in quale modo questa amministrazione avrebbe “privilegiato l’interesse delle strutture commerciali”o addirittura contribuito a “cementificare il territorio”? È a conoscenza del fatto che la scelta di trasformare in un’area commerciale il sito dove sorgerà la Coop è stata fatta nel PGT approvato nel 2014 dalla precedente amministrazione, che era tutto tranne che “rossa”? E inoltre, potrebbe spiegarci in quale modo questa amministrazione avrebbe favorito le coop rosse?
Perché la realtà dei fatti ha visto Coop Lombardia acquistare l’area in questione dai precedenti proprietari con una trattativa privata, di cui il Comune è restato (come deve essere) completamente all’oscuro, ed avviare l’iter per ottenere il permesso di costruire come prevede la normativa. Il fatto che la trattativa privata abbia visto intervenire Coop e non un’altra azienda della grande distribuzione è stato totalmente irrilevante dal punto di vista dell’amministrazione, e sfido chiunque a dichiarare il contrario senza renderne conto nelle sedi opportune. Al contrario, per il Comune sviluppare quel procedimento era ormai un atto dovuto perché la scelta politica era già stata fatta con l’approvazione del PGT. In ogni caso dopo più di quattro anni non siamo neppure giunti alla presentazione del permesso di costruire. Non mi pare proprio che si possa parlare di percorsi privilegiati!
Vorrei inoltre chiederLe se è a conoscenza del fatto che la sig.ra Cova, da Lei descritta come una sorta di novella eroina, è stata per 4 anni e mezzo l’assessore competente ed è stata la proponente di ogni passaggio, da lei peraltro votato senza alcuna riserva, fino a martedì 22 gennaio, quando ormai rimaneva soltanto da deliberare la posa di qualche fila di alberi.
I casi pertanto sono due: o Lei parla senza cognizione di causa e senza essersi informato adeguatamente oppure, peggio, volutamente non afferma il vero; in ogni caso contribuisce a confondere coloro che leggono le Sue dichiarazioni e non certo a diffondere verità e chiarezza. Ritengo che un simile comportamento sia inaccettabile e imperdonabile per un Consigliere Regionale che dovrebbe avere un alto senso delle Istituzioni e una forte consapevolezza delle responsabilità connesse al proprio ruolo.
Sono in ogni caso disponibile a incontrarLa, se è realmente interessato alla vicenda, per poterLe meglio mostrare ogni atto di cui millanta conoscenza certa della estrema trasparenza e linearità di questa amministrazione.
Al momento l’unico consiglio che posso darLe è il seguente: si scusi per le Sue dichiarazioni e per il futuro eviti di parlare prima di essersi adeguatamente informato.

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