Mohammed Bouklata, classe 1968, marocchino ma residente in Italia da tanti anni, sabato pomeriggio, 3 agosto, non ha esitato un istante e si è buttato nel canale Villoresi per soccorre il giovane di 22 anni che stava annegando. A distanza di qualche giorno è ancora scosso e sulle gambe e le braccia porta i segni dei rovi a cui si è aggrappato per soccorrerlo.

Mohammed salva un ragazzo dalle acque del canale Villoresi

Sabato 3 agosto Mohammed Bouklata si trovava a Garbagnate Milanese con con degli amici per fare un bagno e passare qualche ora in compagnia, quando si è accorto di un ragazzo in acqua. “Ero seduto e stavo chiacchierando, all’inizio ho pensato che stesse scherzando, poi mi sono accorto che era in difficoltà e nel giro di pochi istanti la situazione è precipitata. Quel giovane infatti stava affogando, si sbracciava nel tentativo di chiedere aiuto, ma la corrente lo stava trascinando via”. Nessuno stava intervenendo, i suoi amici mi sembravano bloccati, a quel punto il 51enne si è buttato in acqua. Una lotta contro il tempo. Sono stati attimi di grane agitazione, nel frattempo dalla riva una donna aveva chiamato il 112 e messo in moto la macchina dei soccorsi.

Il salvataggio

«E’ stato davvero molto difficile, ho agito d’istinto, senza pensare al rischio che avrei potuto correre – ha aggiunto – Solo in acqua mi sono reso conto perché non riuscivo ad afferrarlo, era un peso morto. Soltanto al terzo tentativo sono riuscito a prenderlo. La corrente ci stava portando via, ho bevuto acqua anch’io. Era pesante, allora mi sono messo a gridare per chiedere aiuto e richiamato l’attenzione di chi era fuori. A quel punto dalla montagnetta hanno formato una sorta di catena e piano piano aggrappandomi ai rovi, sono riuscito ad afferrare una mano». Nonostante il dolore per le ferite Mohammed Bouklata è riuscito a mettere in salvo quel giovane.

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Il ritorno a casa

Quando la situazione è tornata alla normalità il 51enne è tornato a Saronno e ha raggiunto a casa la sua ex compagna. «E’ scoppiato a piangere, non è riuscito a trattenere le lacrime – ha raccontato Barbara Puddu – Non parlava, ci sono volute tre ore prima che mi raccontasse cos’era avvenuto. E’ un uomo d’oro, una grande persona, che nonostante le difficoltà che si è trovato ad affrontare è sempre disponibile e pronto per dare una mano a chi ha più bisogno. Sono orgogliosa di lui». «Adesso quello che vorrei è soltanto sapere come sta quel ragazzo e magari incontrarlo per abbracciarlo», ha concluso Mohammed Bouklata.