Il Comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’ospedale lancia un appello ai sindaci del saronnese. Servono fondi per la ristrutturazione.

Ospedale, preoccupazione per il futuro

Servono fondi per la ristrutturazione del presidio di piazzale Borella. Il Comitato per la salvaguardia e il rilancio dell’ospedale lancia un appello ai sindaci del saronnese. «La prossima realizzazione del nuovo Ospedale unico di Busto-Gallarate comporterà una profonda riorganizzazione della rete di offerta di posti letto e servizi della ASST Valle Olona che dovrà tener conto di quanto indicato da Decreti ministeriali e leggi e norme regionali – spiegano dal comitato – Quindi, da tre ospedali pubblici (Busto, Gallarate e Saronno) si passerà a due: il nuovo ospedale, collocato sull’asse del Sempione, servirà circa 300.000 abitanti mentre all’Ospedale di Saronno faranno riferimento circa 200.000 abitanti di 20 Comuni siti sull’asse della Varesina e non solo e appartenenti alle province di Varese, Como, Monza Brianza e Milano».

Nessun finanziamento per Saronno

Dal Comitato precisano inoltre che Regione Lombardia ha destinato oltre 700 milioni di euo per la costruzione del nuovo ospedale in grado di offrire un servizio di alta qualità.
«Nessun finanziamento straordinario è, invece, previsto per la necessaria e radicale ristrutturazione del presidio saronnese, storico ex ospedale provinciale – aggiungono – Un finanziamento assolutamente necessario per fornire servizi di qualità anche agli abitanti del nostro vasto comprensorio. I cittadini del saronnese hanno bisogno di questa profonda ristrutturazione. E ne hanno ben diritto. Riteniamo che la vetustà di alcuni padiglioni, reparti e servizi imponga l’assegnazione di risorse dedicate importanti: giudichiamo ingiusta e inaccettabile la prospettiva di offrire alla popolazione del bacino dell’ASST Valle Olona due strutture sanitarie profondamente differenti, l’una strutturalmente e tecnologicamente all’avanguardia e l’altra non adeguata ai tempi».

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Lunghe liste d’attesa

«Guardando l’attualità, il Comitato non può non stigmatizzare le lunghissime liste di attesa per le visite specialistiche prescritte dai medici di medicina generale». Tempi che secondo il Comitato sono ben diversi e ben superiori a quelli recentemente presentati ai sindaci del saronnese dal rappresentante dell’ATS Insubria. «Invitiamo tutti i politici e tutti i sindaci del comprensorio saronnese a riflettere serenamente e senza pregiudizi su quante opportunità di cure ma anche di lavoro e di prestigio potrà dare un ospedale rimesso a nuovo e rilanciato. A loro chiediamo di impegnarsi insieme a noi, senza alcuna distinzione politica, affinché i mezzi necessari alla riqualificazione vengano al più presto messi a disposizione dalla Regione Lombardia. Anche su questo saranno giudicati», concludono dal Comitato.