Ragazza suicida dopo 13 anni di relazione morbosa con una suora che era la sua educatrice all’oratorio

Ragazza suicida

13 anni intrappolata in una relazione a dir poco morbosa che, pare, abbiano condotto Eva al suicidio. Man mano che le indagini sono andate avanti si è dipanata quella fitta matassa di messaggi e corrispondenza segreta che la ragazza manteneva da quando, a 15 anni, era stata per la prima volta oggetto delle molestie di Suor Maria Grazia, educatrice dell’oratorio che frequentava.

“Non posso sparire”

Un giogo che la teneva sotto scacco anche nell’età adulta. Eva avrebbe confidato a un sacerdote di essere consapevole di non poter sparire, conscia che la religiosa sarebbe andata a cercarla. Una sera, era il 1998, i genitori non vedendo rientrare la figlia per cena si sono recati a cercarla presso l’oratorio, trovandola negli alloggi privati della suora. Da lì la madre di Eva iniziò a scandagliare i bigliettini che la religiosa inviava alla figlia, densi di espliciti riferimenti alla loro intimità. Ottenne prove sufficienti per l’allontanamento dell’educatrice in Sicilia. Ma non fu sufficiente.

Con una corda Eva ha scelto di farla finita: si è uccisa a 26 anni nella sua abitazione di Busto Arsizio, nel giugno del 2011. Il processo in appello a Milano darà una risposta dopo che la sentenza di primo grado del tribunale di Busto Arsizio ha concesso ai genitori solo una parte di quanto reclamato come parte civile contro Maria Angela Farè. La donna è stata condannata a 3 anni e sei mesi di carcere (contro i 9 anni e 9 mesi richiesti dal pubblico ministero) per l’unico episodio di violenza sessuale del quale è stata dichiarata colpevole e risalente a poche settimane prima del suicidio di Eva, immobilizzata in quell’occasione con manette alle caviglie. Per quel che concerne gli abusi inerenti i tempi in cui Eva era minorenne a salvare la religiosa è stata la prescrizione.

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Le perizie psichiatriche

I giudici non sono rimasti convinti che Eva a causa di un disturbo di personalità dipendente fosse stata circuita da Suor Maria Grazia al quale, invece, è stato diagnosticato un disturbo borderline. Intanto sono passati otto anni senza Eva e si aspetta ancora una sentenza che possa mettere dignitosamente la parole fine su questa storia assurda e tragica.