Segnali verso lo spazio: lunedì 25 novembre alle 21 al cinema Grassi di Tradate la storia del primo messaggio inviato alla ricerca di extraterrestri 45 anni fa.

Segnali verso lo spazio, 45 anni fa il primo “messaggio” umano

Era il 16 novembre del 1974 quando dal radiotelescopio di 306 metri Arecibo, sull’isola di Portorico, partì il primo messaggio in codice binario verso lo spazio profondo. Un messaggio radio alla lunghezza d’onda base di 12,5 centimetri lanciato nel vuoto nella speranza di trovare qualcuno, lungo la strada, ad ascoltarlo: gli extraterrestri. Sarà questo il tema della prossima conferenza al Grassi del Gat, il gruppo Astronomico Tradatese, che avrà come relatore il presidente Cesare Guaita autore, tra l’altro, proprio di un libro su quel primo passo nella ricerca di civiltà aliene intelligenti.

Il primo bersaglio

Circondati da uno spazio potenzialmente infinito, non è facile decidere verso dove lanciare un messaggio. Il bersaglio scelto da Arecibo fu l’ammasso globulare M13, nella costellazione di Erole a 26mila anni luce di distanza.  Venne scelto proprio l’ammasso M13 perchè, essendo costituito da circa mezzo milione di stelle, offriva una probabilità molto alta che il messaggio potesse raggiungere la stella “giusta”, ossia una stella attorno a cui ruotasse un pianeta con un’evoluzione biologica simile a quella della Terra.

Un sms “criptico”

Cosa c’era in quel messaggio? Una successione di 1679 caratteri binari, ovvero di 0 e 1, che diventa comprensibile se ci si accorge (cosa banale per un matematico) che 1679 è il prodotto dei due soli numeri primi,  23 e 73. Ordinando allora il messaggio in 73 righe di 23 caratteri vengono esplicitate come d’incanto alcune informazioni essenziali per un altro essere pensante: in particolare gli elementi fondamentali per la vita (H, C, N, O, P) ed i mattoni principali (Alanina-Timina, Guanina-Citosina) per la costruzione del DNA, il computer biologico che pilota il funzionamento delle cellule. Negli anni successivi altri messaggi simili vennero spediti nello spazio non più tramite radio-onde ma a bordo di sonde spaziali destinate a lasciare per sempre il Sistema Solare: l’ultimo caso è quello del Voyager 2 che lo scorso 5 Novembre 2019 ha raggiunto lo spazio interstellare a 18 miliardi di km dalla Terra e raggiungerà la prima stella tra altri 40 mila anni.

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45 anni di Arecibo e 45 anni di Gat

Il Gat ha deciso di tornare sul famoso messaggio di Arecibo perché fu proprio questo messaggio a stimolare la nascita, 45 anni fa, di questa associazione dalla straordinaria longevità, la cui missione fin dall’inizio, è sempre stata quella  di comunicare in maniera comprensibile alla gente tutte le informazioni e le scoperte collegate con la scienza astronomica. Per far questo il GAT in questi 45 anni ha viaggiato praticamente in ogni continente laddove c’erano fenomeni da studiare o missioni spaziali da seguire. Spesse volte si è trattato di spedizioni a dir poco avventurose il cui ricordo sarà un’emozione ulteriore per il pubblico che lunedì farà tappa al Grassi.

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Lotteria stellare

Per i suoi 45 anni, il Gat ha poi deciso di fare un regalo agli appassionati di stelle: una lotteria nella quale verrà messo in palio uno spettacolare poster gigante di tutta la Via Lattea realizzato di recente sul deserto cileno di Atacama. Ad ogni persona presente al Grassi verrà consegnato gratuitamente un numero progressivo. Poi, a metà della serata, verrà estratto a sorte in numero vincente. Una motivazione in più per una ennesima folta presenza di pubblico.

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