“Stupefatto”: è lo spettacolo teatrale messo in scena a Rescaldina per mettere in guardia sui pericoli della droga.

“Stupefatto”, in scena una storia vera

“Stupefatto” è lo spettacolo teatrale in scena all’auditorium di Rescaldina, venerdì 5 aprile. A raccontare la storia di Enrico Comi, ex tossicodipendente, è Fabrizio De Giovanni, attore della compagnia teatrale “Itineraria”.
Presente l’assessore alla Cultura Elena Gasparri; lo spettacolo si inserisce nel progetto “Prevenire le dipendenze a 360°” del bilancio partecipativo 2018.
“Lo faccio solo per provare”, “Smetto quando voglio”, sono alcune delle frasi che i giovani ripetono più spesso. Anche la storia di Enrico Comi inizia così: qualche canna con gli amici, un po’ di sballo il sabato sera per “capire i confini della realtà”. La droga non è mai abbastanza ed Enrico diventa uno spacciatore, un eroinomane; arriva presto l’assuefazione, il bisogno di iniettarla, prima solo i weekend, poi tutti i giorni e alla fine dopo poche ore, perché le crisi di astinenza sono dolorosissime.

La droga costa, molto, Enrico spende oltre 400 euro la settimana. I soldi non bastano più, è costretto a rubare. “Non riesco a controllare le mie emozioni. Più ti droghi, più ti allontani dalla realtà, diventi codardo e falso. Mi sento sporco, mi vergogno di me stesso. Il mondo diventa virtuale, gli amici si allontanano; tutto si riduce a una partita a cui vinci o perdi”.
La paura di morire dopo un’overdose lo spinge a chiedere aiuto alla famiglia. Arriva a pesare 52 kg, i denti sono rotti, il viso pallido. In comunità rinasce, nel corpo e nella mente, è di nuovo l’Enrico di sempre. Sposa Emanuela e diventa padre di tre figli: Alice, Fabio e Andrea. Ora è un esperto di prevenzione e racconta la sua esperienza nelle scuole. Nel 2004 scrive il libro “Stupefatto”. Nel 2013, il Presidente della Repubblica premia la compagnia “Itineraria” con nota di merito; lo spettacolo ha superato le 300 repliche.
Enrico Comi si presenta sul palco con un messaggio importante per i giovani: “Non dovete prendere me come esempio. Io sono stato fortunato. Alcuni dei miei amici ora non ci sono più. La vita di un drogato si ferma a 30-40 anni. La droga è il risultato di una decisione personale. Se qualcuno mi avesse spiegato cosa significava fumare una canna, forse la mia vita sarebbe stata diversa. La corretta informazione e l’attività di prevenzione sono fondamentali”.

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