Messaggio chiaro quello lanciato dal presidente di Confagricoltura Lombardia in occasione dell’assemblea generale varesina.

Confagricoltura, i big della Lega a Villa Ponti

“Non c’è ambiente senza agricoltura”. Questo il titolo, e il tema centrale, della 72esima Assemblea Generale di Confagricoltura Varese. Appuntamento che anche quest’anno come nelle edizioni precedenti, ha saputo attirare i nomi della politica nazionale e locale: Tra i presenti infatti non sono mancati i Sottosegretari di Stato Giancarlo Giorgetti e Stefano Candiani, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, i consiglieri regionali Emanuele Monti e Samuele Astuti e il consigliere provinciale Marco Magrini.

Agricoltura e ambiente

Un tema importante e tutt’altro che semplice da analizzare, il rapporto tra agricoltura e ambiente. E soprattutto, di come la prima sia indispensabile per la salvaguardia del secondo. Lo ha però spiegato bene il presidente di Confagricoltura Varese Giacomo Brusa: “In Italia, in Lombardia e in Provincia di Varese non può esserci ambiente senza agricoltura. In natura è normale che le montagne franino, che le pianure si allaghino e che i lupi minaccino l’uomo ma non è quello che vogliamo e crediamo che non sia quello che qualcuno vuole. E’ quindi necessario scendere dalle nuvole e ragionare di gestione ambientale”. Brusa si è concentrato su due emergenze: gli incendi, che hanno sconvolto il Campo dei Fiori, il monte Martica e da ultimo hanno colpito il Parco Pineta e l’altra è il proliferare della fauna selvatica, soprattutto cinghiali, che notoriamente causa danni e problemi agli agricoltori e a chi vive a margine delle zone boschive. Il primo problema, gli incendi, causato dalla scarsa manutenzione (“devono essere gestiti e strutturati – ha spiegato Brusa – dotati di fasce tagliafuoco e adeguata viabilità, ma tutto questo spesso non viene fatto e ne contiamo i danni, più ingenti dei costi di qualsiasi oculata gestione”). Il secondo che se non gestito può portare grossi danni economici e ambientali: “Negli ultimi anni i cinghiali hanno occupato la parte meridionale della Provincia – ha ricordato il presidente varesino – E il paradosso è che gli agricoltori non riescono ad essere indennizzati perchè il risarcimento viene considerato un aiuto di Stato. Le popolazioni di ungulati selvatici devono essere controllate con piani di abbattimento per garantire la sostenibilità dell’ambiente e la conservazione della specie. Spesso però i danni causati sono talmente ingenti che il terreno viene dismesso e abbandonato: un danno definitivo e irrimediabile sotto ogni punto di vista”.

Candiani: “Dobbiamo imparare da voi”

Sul palco anche il Sottosegretario tradatese Stefano Candiani, tra i maggiori promotori delle nuove norme, inserite nell’ultima legge di Bilancio, per la tutela dell’agricoltura prealpina richieste proprio da Confagricoltura Varese. “Non dimentichiamoci la nostra storia, la nostra tradizione: dall’agricoltura abbiamo tratto un beneficio che ha portato fino alla ricchezza dell’attività industriale, un messaggio che ho sempre avuto ben presente anche organizzando da sindaco la fiera Zootecnica di Tradate. Le istanze che quattro anni fa l’allora presidente Gervasini portò in Commissione Agricoltura erano istanze di buonsenso, e ci sono voluti 4 anni di duro lavoro per dargli la giusta risposta arrivata con l’ultima Legge di Bilancio. Se c’è una cosa per cui ci stiamo impegnando è fare cose di buonsenso, anche piccole ma che fanno una grande differenza, per esempio nella qualità dell’ambiente che ci circonda. Tante piccole cose che gli agricoltori fanno quotidianamente risolvono grandi problemi come il dissesto idrogeologico o l’abbandono dell’ambiente. Chi, come noi, lavora ai piani alti della politica deve prendere esempio dai nostri agricoltori varesini e lombardi, persone di poche parole e tanto lavoro, che sanno bene che è importante fare le cose invece di bloccarle“.

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Il presidente Lasagna, tra Tav e “veteroambientalismo”

A chiudere l’assemblea il presidente di Confagricoltura Lombardia Marco Lasagna. Il suo è stato probabilmente l’intervento più marcato della giornata: “Siamo sotto attacco – ha esordito – Noi, che col nostro lavoro conserviamo l’ambiente, siamo costantemente attaccati dalle associazioni ambientaliste che vogliono invece un ambiente e una natura lasciati incontrollati. Quando io ero piccolo, Cappuccetto Rosso era buona e il lupo il cattivo, oggi a sentir loro è il contrario; ma i lupi, i cinghiali, causano danni e uccidono, lo sappiamo e lo vediamo. Noi ci confrontiamo con la politica in cerca di risposte a questi problemi, e non capiamo un veteroambientalismo convinto che gli agricoltori siano il problema e non, invece, parte della soluzione”. Una soluzione che però per tanti aspetti, si trova lungo una strada in salita: “Vogliamo ci sia data la possibilità di tutelare il nostro ambiente come lo si faceva in passato – ha continuato – Oggi però molte buone pratiche agricole non vengono più fatte: dobbiamo dragare i fiumi dalle sabbie che si sono accumulate, dobbiamo pulire gli alvei, fare quello che si faceva un tempo per affrontare i problemi di siccità visti quest’anno e risolti nel passato. Che oggi hanno dure conseguenze perchè ci è vietato spostare anche un solo sasso dal letto di un fiume. Questo non è ambientalismo, è disfattismo tanto quanto il mancato controllo di lupi e cinghiali“. “Quel che chiediamo alla politica – ha concluso Lasagna – è di aiutarci a fare impresa. Dobbiamo poter esportare meglio i prodotti, e per farlo servono le infrastrutture. Per questo noi siamo al fianco di Regione Lombardia nel chiedere che si faccia il Tav, ma chiediamo anche di migliorare le reti esistenti: non possiamo passare da Rotterdam per inviare le merci a Dubai, non possiamo essere competitivi con la Spagna se qui il gasolio costa 60 centesimi al litro in più, non possiamo essere tagliati fuori dalla circolazione delle merci in Europa perchè qualcuno si sveglia un giorno e blocca un’opera importante invocando analisi e contro analisi”.

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