Il ristorante “Diana” dei coniugi Cannizzaro lascia Abbiate Guazzone dopo 16 anni.

Il “Diana” se ne va. Abbiate si svuota sempre di più

Abbiate Guazzone sempre più povera. L’ultima delle saracinesche che ogni anno abbandonano la frazione Tradate è quella del ristorante Diana di via Crestani. Un’attività iniziata 16 anni fa in via Trento Trieste, all’angolo dell’asilo, che dal 9 agosto 2008 aveva trovato casa nell’ex Casa del Popolo. Sin dalla prima apertura il ristorante (uno dei tre presenti oggi ad Abbiate) è stato un punto di riferimento per i clienti ma anche per tanti giovani che dietro i suoi fornelli hanno trovato lavoro e dato il via a una carriera nella ristorazione. E anche per la comunità, che qui si ritrovava per le cene dei coscritti, per rinfreschi e per le iniziative come quelle insieme all’asilo nido Strega Comanda Color che trasformava per una mattina i bambini in piccoli pizzaioli.

Crisi economica e abbiatese

Un addio sofferto ad Abbiate ma inevitabile. Specie dopo la chiusura del passaggio a livello di via Veneto che ha tagliato fuori Abbiate dalla viabilità e in previsione di quella di via Crestani che, seppur ancora non programmata, sarà comunque inevitabile. “E’ grande il dispiacere di lasciare Abbiate, ma onestamente le condizioni non erano più ottimali per continuare – riconoscono i proprietari –  Oltre ai disagi viabilistici, alla scarsità di parcheggi e alla posizione poco fortunata, è pesata in particolar modo la previsione della futura chiusura del passaggio a livello di via Crestani. Porteremo a Locate lo stesso spirito e la stessa professionalità che ci contraddistinguono. E per questo ringraziamo lo chef Mirko e  tutto lo staff”.

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Un nuovo inizio

La chiusura del Diana di Abbiate aprirà però per i coniugi Enzo e Giovanna Cannizzaro una nuova avventura. Sabato verrà infatti inaugurata la nuova sede nello storico ristorante Il Terrazzo di Locate Varesino. Novità ma anche un ritorno al passato: “La mia carriera è iniziata proprio tra i fornelli del Terrazzo, nel 1988, quando il locale era ancora di proprietà della famiglia Marcon. Qui ho preso la mia prima busta paga come aiuto pizzaiolo. Adesso torno in questo luogo con un bagaglio di esperienza più grande”, conclude  Cannizzaro.

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