8 marzo, l’assessore allo Sport e Tempo libero di Cerro Maggiore, Daniel Dibisceglie (Fratelli d’Italia) scrive alla Senatrice Monica Cirinnà (Pd).

8 marzo: “Quel cartello mi ha offeso”

Il cartello portato dalla Senatrice “dem” Monica Cirinnà alla manifestazione “Non una di meno”, che riportava la scritta “Dio – Patria – Famiglia: che vita de merda”, ha scatenato l’ira dell’assessore cerrese Dibisceglie. Assessore che così decide di scrivere alla stessa Cirinnà. “Io e Lei abbiamo idee politiche nettamente diverse – scrive -, ma non mi sono mai sognato di dire che chi non la pensa come me faccia una ‘vita di merda’. Sono Cattolico, credo in Dio e lo ringrazio per il dono della Famiglia, la mia famiglia che mi ha amato, educato e custodito, e lo ringrazio per avermi fatto nascere in una delle più belle Nazioni al mondo. Amo la mia Patria, anche se ha dei difetti dovuti a chi l’ha governata magari mettendo davanti i propri interessi invece che quelli del popolo. Amo la Patria che sto servendo con lealtà come Assessore nel mio Comune e che difenderò finché ne avrò la possibilità. Il Suo cartello, con il Suo pensiero, mi ha offeso, e con me credo abbia offeso migliaia e migliaia di persone che come me si ritrovano nei valori di Dio, Patria e Famiglia, valori che sono orgoglioso di portare avanti”.

“Si dovrebbe scusare pubblicamente”

Poi Dibisceglie continua chiedendo delle scuse: “Per questi motivi, credo che sia doveroso scusarsi non solo con me, ma pubblicamente. Con le migliaia di Cattolici, con chi ama la famiglia e con chi ama la Patria, come quelle Forze dell’Ordine che per un misero stipendio la difendono anche a costo della propria vita, presidiando anche le feste del Suo partito per garantirne la sicurezza, prendendosi insulti e vedendo spesso ingratitudine da molti che si ritrovano nella Sua parte politica. Onorevole, non la pensiamo allo stesso modo, ma io al contrario Suo ho rispetto per chi non la pensa come me: anche se sono di Destra, non siamo così cattivi come credete. Noi crediamo nel rispetto che a volte da voi manca. Si scusi, Onorevole: difendere le proprie idee non vuol dire offendere quelle di altri. Lei dice che io faccio una ‘vita di merda’ di cui vado fiero: nel salutarLa, non posso che augurarLe Buona Vita Onorevole, con affetto!”.

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