“Fare squadra a sostegno dei Comuni lombardi”

Il debutto di Comune 2030

“Benvenuti nella Casa dei Comuni, dove si fa sintesi delle diverse posizioni territoriali e politiche per fare squadra a sostegno dei Comuni lombardi”. Questo il saluto di Valentina Ceruti, Presidente della Consulta Anci Giovani di Anci Lombardia, portato all’apertura della prima giornata dell’iniziativa “Il Comune 2030“, che ha interessato “molti affezionati alle iniziative Anci e molte persone che non sono mai state ai nostri eventi e a quelli dell’Associazione”. Per Ceruti “con questi tre incontri si è pensato al futuro dell’amministrare e a quale amministrazione vorremo per il domani. Qual è il bene comune? E quali sono i problemi dell’amministrare? Per avere delle risposte abbiamo invitato alcuni giovani Sindaci a illustrare le loro esperienze”. A salutare i tanti giovani in sala è intervenuta anche Federica Bernardi, Vice presidente di Anci Lombardia, che ha evidenziato come l’Associazione “è orgogliosa di avere una Consulta Anci Giovani molto attiva. Amministrare il proprio Comune da soli è difficile, e per questo Anci ha la missione di accompagnare gli amministratori. Con Anci Giovani inoltre è possibile condividere esperienze e crescita”. Bernardi ha concluso evidenziando che “la partecipazione dei giovani non è necessaria solo per qualcosa di stereotipato, ma sia frutto di passione e impegno”.

Relatori i sindaci under 35

La parola è quindi passata ai sindaci under 35 anni intervenuti nella tavola rotonda e sollecitati dalle domande di Gianluca Savoldi, primo cittadino di Moscazzano. Sulle ragioni che spingono un giovane a candidarsi sindaco, Stefano Belli Franzini (Gussola) ha evidenziato come “il perché viene dall’amore per il territorio e il paese in cui si vive. Da sindaco poi si incontrano problemi ogni giorno e per questo è fondamentale conoscere il proprio Comune e il personale che ci lavora, per riuscire a portare avanti le sfide, nelle quali ci si deve innanzitutto credere in prima persona”. Le difficoltà quotidiane sono state ribadite da Dante Cattaneo (Ceriano Laghetto), che ha ricordato come “alla mia elezione ero il secondo sindaco più giovane d’Italia. Ora sono al secondo mandato e in questi anni abbiamo attraversato momenti difficilissimi, come nel periodo del governo Monti. Per superarli si deve aver coraggio e prendere in mano le redini del proprio Comune”.

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L’accento sulla macchina amministrativa

Il rapporto con la macchina comunale non è sempre facile, come ha ricordato Andrea Cassani (Gallarate), per il quale un “problema è la poca reattività del personale, che a volte rimane legato a modi di operare consolidati”, mentre il Sindaco vorrebbe introdurre un cambiamento. A queste parole ha fatto eco Andrea Esposito di (Bernareggio), che ha ricordato come “il nostro compito è quello di stimolare la macchina amministrativa”, anche attraverso il ricordo a “nuovi strumenti operativi, come l’uso del project financing per le opere pubbliche”.

Passione e spirito di servizio

Ciò che conta comunque è l’impegno e il sapersi misurare con le sfide, come ha sottolineato Alberto Villa (Pessano con Bornago), per il quale “la mia una passione è maturata da sempre, al fine di aiutare e sviluppare la mia comunità”. Un destino accomunato a quello di Davide Casati (Scanzorosciate), che ha ricordato di aver “iniziato a far politica a 19 anni come assessore e poi come sindaco. Ora mi ricandido per continuare il mio servizio”. Casati è tornato sull’organizzazione del Comune, invitando ad “andare oltre l’ordinario e far sentire i dipendenti al servizio della comunità”. Fare l’Amministratore locale infine significa occuparsi anche di piccole comunità, come accade a Jonathan Lobati (Lenna), che ha osservato come il suo Comune “ha meno di 600 abitanti e fare il Sindaco qui significa amministrare anche le piccole cose che riguardano tutte le persone e essere a disposizione su mille fronti perché i dipendenti sono pochi”.