Lega Giovani torna con gli striscioni a Tradate e in tutta la provincia di Varese: “Porti chiusi, non passa lo straniero”.

Lega Giovani: “Stop Ong in mare”

Nella notte di giovedì 11 luglio, in diverse località della provincia, sono apparsi alcuni striscioni di supporto alla battaglia, portata avanti dal Ministro degli Interni Matteo Salvini, “in favore della chiusura ad oltranza dei porti e contro le organizzazioni non governative, ree di rappresentare una sorta di ‘longa manus’ del neocolonialismo e di aver violato ripetutamente la sovranità degli Stati” spiegano i vertici provinciali della Lega Giovani.

Migranti come gli austroungarici: “Non passa lo straniero”

A Tradate, e in altri paesi, i militanti hanno fatto riferimento anche alla battaglia del Piave con la resistenza all’invasore straniero e all’invasione austroungarica. Un “fil rouge” che, secondo i giovani leghisti, si legherebbe agli sbarchi sulle coste italiane. “Come diceva chi ci ha anticipato su questa terra – spiega il segretario dei giovani di Tradate Jacopo Richetti – ‘non passa lo straniero’. Oggi come non mai dobbiamo rimarcare l’importanza nell’osservare sia le leggi sia i nostri confini per mantenere identità e sviluppare un Paese che può dare qualcosa che vada al di là di un approdo per i clandestini”.

“Sovranità principio cardine”

“La sovranità è il principio cardine che permette ad uno stato di diritto di essere tale – ha commentato Davide Quadri, coordinatore provinciale della Lega Giovani – ed applaudire con entusiasmo chi deliberatamente la nega, significa sostenere la negazione stessa delle fondamenta strutturali su cui poggiano la nostra Carta Costituzionale e, conseguentemente, le nostre leggi. Uno stato che non è in grado di autodeterminarsi pienamente non può infatti essere altrettanto pienamente soggetto e destinatario delle norme di diritto internazionale. E non sto riportando le parole di Matteo Salvini, ma quelle contenute nelle prime pagine di un qualsiasi manuale di diritto internazionale, dal Conforti al Monaco”.

“Basta business sull’immigrazione”

Quadri è poi intervenuto sulla cosiddetta “questione umanitaria”: “Il tempo di chi fa business sulla pelle degli esseri umani sta per giungere al termine. Siamo sicuri che l’attività delle ONG cesserà presto, proprio perché il  Lavoro di questo Governo sta dimostrando che il controllo dei flussi garantisce realmente la tutela dei diritti umani di coloro che abbandonano situazioni di conflitto promuovendo, di concerto, l’integrazione e soprattutto puntando a scardinare l’ideologia immigrazionista che vede in questo un mezzo per la destabilizzazione sociale e culturale d’Europa”.