Ospedale di Saronno: il consigliere regionale del Pd, e membro della Commissione Sanità, Samuele Astuti ha oggi fatto visita al presidio di piazzale Borella, accompagnato dal direttore medico.

Ospedale di Saronno, Astuti: “Occorrono 50 milioni”

“La Regione intervenga sull’ospedale di Saronno: occorrono 50 milioni di euro.” A dirlo è il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti che questa mattina ha fatto visita al nosocomio nell’ambito del tour delle strutture ospedaliere della provincia di Varese che sta conducendo da alcune settimane. “Saronno ha una funzione importante anche in vista della realizzazione dell’ospedale unico di Busto e Gallarate, con il quale dovrebbe diventare in qualche modo complementare. Occorrono però alcuni interventi e il primo è proprio sulla struttura che è degli anni ’70 e necessita di manutenzione straordinaria. Noi chiederemo queste risorse alla Regione e ci auguriamo che anche l’amministrazione comunale possa essere al fianco del Pd a chiedere un’attenzione particolare al proprio ospedale. Siamo certi che non mancherà il supporto della cittadinanza, che ha creato un comitato dell’ospedale che costituisce un apporto davvero importante.”

Le criticità dell’ospedale di Saronno

Astuti ha individuato anche altre criticità che chiede alla Regione di affrontare. “Ci sono problemi di personale medico e infermieristico, anche a livelli di vertice – spiega l’esponente democratico – e questa è una componente che contribuisce a determinare l’allungamento dei tempi di attesa. Noi proponiamo che la Regione finanzi i bandi per l’assunzione del personale necessario, ma a tempo indeterminato, e che estenda alla provincia di Varese quanto ha sperimentato a Milano e Brescia, ovvero lo stanziamento di ulteriori risorse per far aumentare la “produzione” di visite ed esami diagnostici nelle specialità che sono più in sofferenza, dove i tempi di attesa sono più distanti da quelli previsti dalla Regione.” Un altro problema è il pronto soccorso: “oggi su 45mila accessi l’anno, più di un quarto, è in codice bianco e altri 20 mila in codice verde, cioè i casi meno gravi – puntualizza Astuti -. Questo significa che i cittadini si rivolgono al pronto soccorso perché non hanno altri a cui rivolgersi. Il problema è che in tutta la provincia di Varese non ci sono né un Presst né un Pot, che sono quelle strutture diffuse sul territorio che, offrendo da un lato medici e specialisti per visite ed esami e dall’altro cure meno complesse o di riabilitazione, sollevano gli ospedali dall’occuparsi di tutto. Varese esprime il presidente della Regione e il presidente della commissione regionale sanità e welfare, ma la sanità della nostra provincia non ha l’attenzione che meriterebbe.”

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